ELEMENTO FONDANTE DELL'UNIVERSO CREATIVO DI GIACOMO MAGI E' IL FLASH.
Il flash nello ‘spazio dei flussi’ di nostra era vissuto come momentaneo sollievo nello sforzo di capire. Non è la soluzione e, come la musica (Giacomo è un valente bassista), può solo accompagnarci, essere sollievo.
Oltre alla sua valenza esistenziale nel vissuto, nel caso di Giacomo Il flash è l’esito di una creatività della più pura specie, di un fantasticare a ruota libera, senza preconcetti, pregiudizi, ideologie, intenzioni (ma non senza cultura visiva, costruita manualmente – la scuola d’arte di Urbino gli è servita).

NELLE OPERE DI CHINA SU CARTA questo fantasticare va sradicando palazzi e alberi (solidi invernali nostrani ed altri – tropicali, esili, sognati), spostando stelle e costellazioni, per farli ricrescere in uno spazio nuovo, una nuova natura, forse in una nuova era (o parallela alla nostra era virtuale?). Ma gli alberi e i palazzi di Giacomo intralciano o tendono, in nuove forme sgangherate, verso il nulla stellato: radici rami alvei cavi sono elementi quasi non-immateriali, spine imbarazzati o comiche nel fianco dello spazio dei flussi intangibili da cui oramai ci abbeveriamo tutti. I flash sono mentali, ma le mani li accolgono. Le mani di un abile disegnatore e falegname che crea anche funzionali oggetti d’arte per la casa.

NEI QUADRI IN LEGNO i flash vengono fissati con borchie di varie dimensioni che diventano parte integranti dell’immagine (orecchini e nel ritrattoAntea, stelle, pianete…). Nel legno quella energia elettrica nervosa instabile trova terra, si trasforma nella lentezza della lavorazione e nelle infinite possibilità delle combinazioni di tantissimi tipologie di legno, che nella loro estrema varietà offrono nuovi sviluppi insospettati, spesso pieni di colore, umorismo, calore, caratteristiche queste, tra l’altro, intrinseche del legno: qui i palazzi torreggianti e scuri di china diventano la buffa torre di commando di una barca calorosa di legno in Alto mare; stelle, lune e soli neri diventano brillanti pianete di un universo che ha in fondo un bacio sanguinante (K155); una bottiglia di vino (Bollicine) libera borchie e bolle, che si disperdono, soavi e soprannaturali, nello spazio.

 

Nelle opere di china su carta, invece, il flash conserva tutta la sua carica nervosa. Il segno è dettagliatissimo me paradossalmente l’effetto generale è di serenità; i fitti particolari portano alla meditazione.

Questo non è il ‘flash, bang, pop’ del fumetto. È la scintilla cosmica quando lo spazio profondo viene a contatto con lo spazio interiore, con risultati imprevedibili, buro-infernali o comici: in Incontro #3, i benigni extraterrestri, che viaggiano nella rassicurante rotondità della loro nave spaziale normalissima verso terra, saranno sicuramente sbalorditi dalle bizzarre statue dell’Isola di Pasqua o il buffo Homo informaticus che li accoglie.

Quest’ultimo è parente lontano del Homo industrialicus di L. S. Lowry le cui ordinate fabbriche vittoriane orizzontali sono possibili precursori dei torreggianti palazzi (fatti di mattoni o circuiti?) traballanti, e alla loro volta elementi costituenti di altre forme (uomo, utero, faccia, cavalluccio marino). Questi palazzi sono evocativi di un New York, di una Mosca o di una galassia qualsiasi.

In numerverso – un universo dinamico fatto quasi esclusivamente di numeri e curvato, forse verso una metà – l’umano ha poco spazio, al limite la stella di Elvis. Ogni nuovo sguardo rivela un nuovo dettaglio, comico o tragico. L’umorismo di Giacomo non è la stramberie del fumetto o la battuta lapidaria, è l’umorismo comico beckettiano del familiare che è assurdo (la nave spaziale, la luna o l’albero tropicale), perché visto nel unico nostro contesto: l’universo.

Il suo umorismo è a volte dolce, mai caustico, quando, per esempio nell’opera in legno Ton Ton, ritrae “dal vivo” un orsacchiotto di peluche che diventa forse più “vivente” quando fatto da legno e non da stoffa.

Giacomo ci offre un mondo parallelo, con altre architetture e con altra natura (non sappiamo se quella vecchia esiste ancora. O è sempre stata utopica?), con altri esseri (addirittura l’uomo-albero-palazzo) e con altre avventure, un po’ più in là nello spazio profondo. Ci offre una musica celestiale e terrestre. Flashata.

 

TECNICA.
Le opere in legno prevedono due fasi: un disegno preparatorio su carta e l’esecuzione su legno. Anche la seconda fase è un momento di intensa creatività e di concezione in cui, prendendo spunto del disegno, l’artista risponde alle infinite possibilità e combinazioni di tantissimi legni: rovere, castagno (delle vene grossissime) faggio (quasi liscio), abete, larice, carpine, ciliegio, pioppo, ecc. I legni sono ‘vergini’ o riciclati da porte, scure, botti, casse… Possono essere di vari colorazioni e con poco o molto tannino. Sono modellati, levigati, colorati secondo le esigenze e poi fissati da borchie e bulloni di metallo o di legno di vari dimensioni che spesso sono lasciati a vista come parti integranti del disegno. I quadri possono anche essere arricchiti di altri elementi come filo di ferro, pezzi di metallo, ceramica, ecc.
Le opere in china sono eseguiti su carta usando la china e delle ecoline di vari colori.

(David Kerr è poeta e scrittore, traduttore e divulgatore di pubblicazioni artistiche)

Torna alla homepage.

Per informazioni scrivete a
jackflash@giacomomagi.com

Giacomo Magi
Strada delle Valli n.5
61030 Isola del Piano (PU)
ITALY
Cell. +39.334.3927406

New York agent:
Filippo Capula
Tel. 646-633-1697
5flightsup@gmail.com

Website design by
Luca "Melo" Meloni
www.lucameloni.com

Fotografie realizzate da Andrea Paolini.

Tutti i diritti delle immagini e delle opere sono riservati. Copyright Giacomo Magi.